conosciutissimo

Continuo qui cio' che avevo iniziato altrove ove non si sa' chi,ha chiesto d'aver guai,per cio' mentre se li gode conoscendomi cosi'io gia' continuo qui.-

30 marzo 2006

Il Genio


Va che ci vuol proprio tutta,che debba essere un maschio a dovervi dire (a voi donne) certe cose,ci vuol proprio tutta.- Comunque,il "genio" che ogni donna ha fin dalla sua piu' tenera eta',e' un'entita' soprannaturale,e non uno spirito mortale come talune credono,che per accordi Divini e piu' in specifico,per volere di Dio,venne e vien posto in ogni donna allor quando nasce,e cioe' viene al mondo.-
Cio' venne deciso e voluto per darLe modo di contrastare il volere ed il potere dell'uomo che avrebbe sempre teso e tentato (come poi accadde) di relegarla a ruoli marginali e/o di poco conto,o a ricattarla con le argomentazioni sessuali di cui ben sapete gia' tutto.- E non a caso,tale "genio" vien svegliato,e cioe' vien chiamato in causa quando la donna,fin da giovinetta,va,come si suol dire alla scoperta dell' America,(che spero che almeno questo abbiate capito cos'e'),cosa che puo' fare da sola o con chi e' gia' e per sua natura e diversita' da tutti gli umani,una divinita',ma che di preferenza fa da sola visto che la divinita' che non e' un fantasma ma un corpo visibile ed apparentemente simile all'umano,e' meglio chiamarlo in causa allor quando il proprio "genio" non ce la fa da solo ad appagare determinati capricci,intesi sia come desideri,che come piaceri.- Con l'ovvieta' in piu' che,se al "genio" chiedi di aiutare un uomo,essendo stato dato per contrastarli,il "genio" va a dormire,mentre se lo si tenta di porre contro Dio,lo si perde per sempre,e non lo si riavra' piu' indietro.- (Se gli chiedi di farti chiavare,ti fa chiavare in mille modi e li la chiavata sei tu definitivamente,e dovresti aver gia' capito anche il perche').- Per cio' in quei bei momenti in cui,voi donne,andate alla scoperta dell'America,adesso che sapete,al "genio" (che considererete il vostro amico vero),chiedete solo di farVi essere o diventare SUPER,e ci pensera' da solo a farvi diventar vincenti in tutti i sensi.- Ma ricordatevi di tenerlo sveglio,visto che,anche in caso di bisogno urgente o se volete vincer qualche paura improvvisa non dovete far altro che...andare alla scoperta della vostra America e non a scoprire quella di altre vostre simili.- Dopo di che non vi resta null'altro da fare che provare,e piu' ripetete il viaggetto,se cosi' si puo' dire,piu' in fretta vedrete i risultati,al che,cosa vi costa...provare per credere ? -

24 marzo 2006

Il paradiso perduto.-


Se da un canto vi si vorrebbe aiutare a capire cosa avete combinato e lasciato combinare da tutti coloro dei quali vi siete sempre,anche ciecamente,fidati,dall'altro e non di certo per cattiveria o per malignita' ci si pone la domanda:- Ma chi me lo fa fare ? - D'altra parte si e' gia' giunti e da parecchio alla conclusione che e' del tutto innutile il cercar di farvi capir le cose,sia perche' avete ritenuto tutto frutto di chissa' quali avanzatissime tecnologie,sia perche' chi vi doveva informare,vi ha detto cio' che doveva tacervi,e vi ha taciuto cio' che doveva dirvi,con l'ovvio risultato che e' divenuto del tutto impossibile il farvi capir le cose,dicendovele o scrivendovele.- In piu' avete sempre agito e lasciato agire per nascondere gli errori fatti e non di certo per rimediarli o per correggerli,giungendo cosi',e facendo giungere il chi di dovere, al punto di non saper piu' cosa fare per farvi capire,a riprova di tutti gli errori da voi fatti,e che a questo punto non siete nemmeno piu' in grado di nascondere o occultare diversamente fosse si riuscirebbe ancora a farvi intendere un qualcosa.- Per cio',se da un canto e' palese che io qui ho buttato via il mio tempo,(ne' mi leggevate quando scrivevo solo per loro,ne' mi leggete qua,ove scrivo,le stesse cose,ma per voi tutti), dall'altro e' ancor piu' ovvio e palese che ai vostri errori non c'e' piu' rimedio.- Per cio' innocenti voi non siete ne' lo potete essere o palesare.- Punto che fa di voi tutti dei bambolotti da usare in mille e piu' modi,visto che in altro modo non solo non siete piu' utilizzabile,ma e' pure venuta a mancare la funzione per la quale,come esseri umani foste creati,e con essa l'ovvia funzione progredente,visto che,se non servite piu' voi,e' del tutto innutile farvi progredire.- Non a caso come vi hanno gia' detto e ripetuto le voci varie,siete l'ultimo pianeta abitato dell'intero universo,a riprova che,chi vi ha,diciamo civilizzato,ha gia' cessato di esistere.- Di E.T. non ce ne sono piu',e non solo quelli piu' progrediti e civilizzati di voi,ma nemmeno tutti gli altri,cosi' forse capirete che non sono mai state tecnologie cio' che avete segitato ad usare per far fare ed accadere cio' che avete voluto.- Altra nota dolente,il punto che,non avendo capito il significato di redenzione,avete perso il diritto a vivere oltre la morte,cosi' una volta morti,cessate davvero totalmente d'esistere,e anche solo come errore da voi occultato,anche a questo non c'e' piu' modo di rimediarvi,per cio',ne' santi,ne' profeti,ne' naviganti a cui rivolgervi avete piu'.- Il paradiso che credete o credevate di avervi costruito voi da voi stessi e per voi stessi,lo capirete da voi stessi cosa in realta' e',anche perche' non essendoci piu' il modo per dirvelo a parole,potete solo picchiarci il naso per capirlo.- Dopo di che,e giunti a questo punto vi si puo' solo dire e ripetere di guardarvi attorno e di arrivarci per conto vostro a capire le cose.- Mi spiace per i pochi che mi hanno letto qua,ma anche costoro non hanno di certo dimostrato di aver capito il perche' di questo blog fatto,e piu' che altro,scritto,cosi',per cio'.....guardatevi attorno ed arrivateci da soli a capir le cose,dopo tutto siete bambolotti usati da LEI solo ed unicamente per far capire tutto cio' che in altro modo non si e' riusciti a farvi capire.-

19 marzo 2006

Non solo moda.-


Adesso che la cosi' detta pausa di riflessione e' finita,mi par doveroso riprendere,anche se solo temporaneamente il cammino intrappreso qui,e dato che di suggerimenti da dare non ne ho piu',e d'altro canto spiegar le cose a che ne' ha orecchie per intendere,ne occhi propri per leggere,e' del tutto inutile,si riprende a narrar le mirabolanti gesta di Cleopatra e di tutta la sua nobile stirpe e discendenza.- Accade cosi' che,essendo tutti costoro,paurosamente impegnati nel gioco del chiavaggio,e quindi ad ostacolarsi l'un l'altro al fine di chiavare per non esser chiavati,dopo essersi divisi tra di loro cio' che per loro e' solo merce contesa,vale a dire le donne,di tutto han fatto e tramato per potersele conservare.- Accadde cosi' di poter udire in quel dialetto tanto caro anche ai poeti,dire cosi':- Chiudile dentro,cosi' non te le chiava piu' nessuno.- e se gia' nell'ovvieta' di chi tutto sa fare,prendendo alla lettera anche tale dire,altro non resto' che a costoro dover ubbidire,con la divisione prima,e l'imitazione poi,e con in piu' quel suggerimento Castagnolo da tutti imitato che soleva a tali pargoli ripetere:-"ragazzi se copiate,non copiate tutti la stessa cosa,se no si capisce che avete copiato"-che obbligo' i prodi usati ad aggiungervi del loro,ottieni come gran bel risultato quel:- "Ciavei de dent insci i comunista (o i fascisti,a seconda di a chi toccava di comandare e farsi valere) a ti a ciaven minga e a te ghe lee metuda nel cu'".- Poi stai tu a vedere se le une erano o sono dei comunisti o dei fascisti,dato che cio' che conta e' il risultato.- E se l'ovvieta' degenerativa di tutti i Bravi Ragazzi,anche cosi' ingaggiati a dar dimostrazione di aver dai loro padri imparato la lezione,ha poi sostituito i cattolici ai comunisti,gli ebrei ai fascisti,e cosi' via fino a giungere a quelli del milan con i comunisti,volendo cosi' correggere l'errore della discriminazioni di cui da sempre si fece porta-voce un loro padrone,sai gia' da te,che il chiuderle dentro non piu' solo moda e',per cio',adesso che di chiavi da usare non ne avete piu',ai pargoletti vostri,spiegatelo un po voi,il cosa faceste fare a chi vi ha dato tutto cio' che avete,in chiave chiesto,cosi' per lo meno capira' il cosa avete fatto fare voi qua.-

11 marzo 2006

Addio alle armi.-


Nell'ovvieta' e' e rimane uno dei migliori libri del noto scrittore americano che ben invita sia le nuove che le non piu' giovani generazioni femminili a sostituire con le note diplomazie terapeutiche cio' che un tempo vennero chiamate armi di seduzione e di provocazione.- E non a caso,non si puo' di certo dire che,lo starsene con le mani in tasca,sia di per se una provocazione,anche se,ma questo poi solo la donna lo sa,in tasca si mette le mani,piu' che per scaldarsele,o per cercar qualcosa,per risvegliare o tener ben sveglio que "genio" vero che lei sola ha,sempre che non abbia in passato,deciso di perderlo,mettendolo contro Dio,nel qual caso di fatto le mani in tasca se le puo' seguitare a mettere ma,non di certo per destare il "genio" che piu' non ha,fermo restando il punto che seguiti e ben seguitera' nella mimica dell'opportunita' ad ispirare colleghi,amici,compagni e quant'altri che,dato il prurito a cui andrebbero incontro,non si senton di certo sedotti o provocati,ma se mai,ben appunto ispirati.- D'altro canto,altruistico diviene il voler veder gli altri brillare,allor quando si son amorevolmente lasciati curare,sia con quelle omeopatie,che in bella mostra pongon le forme a regola d'arte modellate dal "genio" a cui ben fu chiesto di poter esser d'aiuto a chi si conosce o si vorrebbe aiutare,sia con quelle terapie che,per esempio,stimolando le varie e non poche fantasie,come ai mariti fan ricordare che,hanno figli voluti e per cio' d'accudire anche solo per tenersi occupati e non diventar cosi' degli emeriti depravati,ai colleghi o ai compagni,in mente fan venire il lavoro da fare o la lezione da studiare,per poter di fatto brillare visto che,di fatto nessuno sa' come indirizza il "genio" che il proprio "genio"ha.- E se l'ovvieta' armigera ben ricorda cosi' che e' per il suo bene che in tante tengono le mani qui,se la propria armata onore non si fa' con tutta probabilita' vi e' stata ben poca ispirazione da parte di chi,in ben altra direzione sotto intende la strategia da usare per ben mostrarsi e farsi valere,al che,se proprio proprio non si vuole farsi dar una mano da Dio,che si stia un po' piu' attenti a tali femminili necessita' visto che,se l'altrui fantasia non si ritrova incentivata,chi il "genio" ha pro se stessa lo usa gia'.- Per cio' anche il diplomatico lavoro intellettivo,che di armi d'offesa non ne ha,di fatto diventa vincente allor quando ha da mostrare e ben insegnare chi in toto lo sa ispirare,dopo di che,la supremazia ha gia',visto che,nell'esempio cosi' dato solo il depravato di per se si e' condannato a doversi grattare gia' e cosi' sconfitto lo e' e lo restera',se non altro e proprio perche' grattandosi si denuncia da se,e mai ci sara' dermatologo in grado di curarlo qua,per cio',si e' come si suol dire,suicidato dopo di che prova un po' a chiedergli se ha peccato.-

10 marzo 2006

L'age de raison.-


Un buon libro e di sicuro un gran bell'insegnamento per chi non ha ancora ben compreso cos'e' l'eta' della ragione,e che piu' d'ogni altra cosa ben caratterizza tutto quell'universo femminile al quale vien da sempre richiesto di dimostrare proprio cio'.- E non a caso,la donna di ogni eta',l'eta' della ragione la raggiunge allor quando si rende conto del bisogno che ha il maschio di poter emergere sugli altri,e per cio' di veder stimolata la propria fantasia e creativita',in modo cosi' da poter brillare,diciamo, di luce propria e non piu',o non di certo,di luce riflessa,qualunque sia la fonte dalla quale proviene tale luce.- Cosa che ben vien fatta,alla donna,notare,come modo per appunto dimostrare d'aver tale eta',fin da quell'antichita' dei mitici greci che,non a caso consigliando la mimica espressiva,Freudianamente fanno di costei,attenta a risvegliare il proprio "genio",l'attenta compagna,amica o collega che ardentemente desidera veder il maschio,amico o collega che sia,accrescersi e divenir creativo al punto tale da poter appunto realizzare il proprio sogno innato,sia che sia questi il carrierato,sia che sia il successo,senza di certo esser dal proprio intento fuor viato dal turpiloquio o dalle depravazioni frutto unico di tali malati di mente che di certo non meritano d'esser premiati se non con tali pruriti orticari,preambolo di ben altro da ricercare prima che nella fossa vada a riposare.- Con l'ovvieta' aggiuntiva,e che ogni donna gia' sa',che,se per poter realizzare poi ed ancora il proprio desiderio,dovesse,aggiuntivamente necessitare di un aiuto Divino,puo' pur sempre chieder una mano a Dio che,nella sua infinita bonta' due gliene da',proprio per far si' che non possa sfigurare,e che possa in toto soddisfare qual si voglia propria velleita' sia questa volta a dimostrare d'aver raggiunto l'eta' della ragione,sia che sia volta ad appagare ben altra curiosita'.- Per cio' come tal francese,autore proprio del libro in questione fece notare,il sacrificio se cosi' lo si puo' chiamare,di doversene stare con le mani in tasca in tutta comodita',altro non e' che quella terapia necessaria a ben ispirare chi,da sempre,la sottovaluta proprio perche' non sa' stimolare quella necessaria creativita' che,con quel pizzico di fantasia in piu' che si ritroverebbe cosi' ad avere il chi emergere vuole e deve,farebbe e fa di ogni bambinone quel gran campione che,non solo in campionato un gran bel goal fa,ma anche e vieppiu' sa' intrattenere,divertire,informare,ubbidire o comandare,che diversamente non ci sarebbe qua.-

08 marzo 2006

Il pescatore di tonni.-


E' e rimane uno dei libri migliori del greco Sofrone che,non solo da' dotti insegnamenti ma che direttamente impone in qual si voglia recitazione quella mimica che gia' di per se erudisce e ben volendo vedere,si fa fonte ispirativa per poeti e creativi vari.- E non a caso,se gia' le mani in tasca,delle varie signore il piu' delle volte ben poco sanno dire,e quasi niente del tutto sanno ispirare,chi Freudianamente le sta' ad osservare,nell'enorme bonta' d'animo che,di fatto,contraddistinque la donna di ogni eta',e che di sicuro nell'altruistico agire,terapeutico da un canto,ed istigativo a ben figurare piu' che altro,nel saper emergere su quant'altri,ispiratamente con solo le mani in tasca da osservare,non potrebbero,dar prova del proprio creativo estro poetico,s'impone a colei che di fatto risveglia in ogni dove il proprio "genio" dormiglione,quella mimica non solo facciale,che nell'illusione fantasiosa di chi vuol trarne ispirazione ben l'intravvede in tal paradiso divino ove di fatto,si reca il suo "genio".- Con l'ovvieta' che,ben cosi' mimando la paradisicita',madonna apparire la fa',non tanto per esser pregata,quanto ed ancor piu' per esser rispettata,in quel suo volere,cosi' ben mimato,che,di fatto non vuole l'aiuto ne del monsignore,men che meno del curato,ma e che in tutta la propria realta' a ben altro pensare la fa.- Certo e' che se gia' Sofrone tal agire insegnava ai suoi tempi,in cui le dee non sapevano ancora d'aver in loro un "genio" che tutto puo' fare,oggi giorno che lo si sa',la mimica dallo stesso Sofrone fatta conoscere ai mortali,ben si impone,a tutto vantaggio di chi, se gia' come creativo fa solo pieta',come collega o passante,od anche famigliare,si puo' cosi' beare nello stare a guardare,dimenticando i problemi della quotidianeita' per abbandonarsi in tutta tranquillita' ad immaginarsi quei paradisi che,tale mimica intravvedere gli fa.- E se poi,il chi osserva e' un depravato,che mal pensa e che da tal mimica si sente istigato,basta un prurito,appena appena,in mimica accennato,e gia' di per se',Freudianamente parlando,si ritrova avvisato,se vogliamo,proprio da quello stesso "genio" cosi' amorevolmente risvegliato che,di per se,lo riconduce a pensare all'orticaria da ben curare prima che,nel suo continuo degenerare,divenga prima Erpetica e poi chissa',forse anche qualche altra bella novita' che,nella mimica professionale,tanto il medico,quanto il scientifico ricercatore biologico puo' benissimo ispirare a testare gia' su tale sorta di depravato animale,quanto trovato o studiato qua e la.-

07 marzo 2006

Il poeta e la fantasia.-


Non si puo' di certo dire che l'autore di cui si tratta in queste poche rime non conosca l'animo umano,visto che e' S. Freud,ma il messaggio che ci ha trasmesso e ben fatto pervenire non riguarda l'intera umanita' bensi' tratta di quell'universo femminile, anche detto il piccolo mondo delle donne.- E non a caso,decantate e lodate dai tanti,che si son detti ispirati,proprio da tutte loro,altro non possono fare che ben agire,seguendo il dettame che piove su loro da cotanto padre della psicanalisi,e moda alla mano,ben seguitare l'operato di tale loro genitore.- Percio' che il pantalone sia attillato o meno,tanto fa',purche' abbia piu' che le dovute fodere quelle tasche bucate,che di sicuro non servono per farle descrivere dai tanti ispirati,le spendaccione di cui si sa,ma che,nella comodita' che in eleganza loro affida borse e borsette ove deporre i vari oggetti,alle loro mani da' quella possibilita' di ben destare,piu' che l'altrui curiosita',quel "genio" dormiglione di cui gia' tutto si sa'.- Ben ci guadagna cosi' il poeta che,in tutta curiosita',con la fantasia che ha,piu' che lusingato si ritrova a dover meditare su quel passato che,troppe volte ha fatto sospirare fino a giungere ad intimorire con l'isteria che ben si sa,per poi giustificare se non la fugacita' dell'approccio coniugale ben altro tipo di fantasia anti-isterismo come si giustificavano qua.- Per cio' se anche lei,finalmente,con la scusa che ben sai,se ne puo' stare con le mani in tasca a sognare,con sublime finezza comunica il nulla da fare a chi a ben altro e' solito pensare,con quell'ovvieta terapeutica che ben agisce cosi' su chi,in tutta la propria presunta superiorita',puo solo poetare e stare a guardare il chi se la gode in tutta comodita',visto che,come lo stesso Freud poi fece notare,di man in mano che l'umano s'abbandona al proprio sogno di superiorita' che lo sospinge a ritener a se stesso inferiore chi piega con paure e poche parole,si contrappongono quelle ortiche tutt'altro che erbette che,fanno si che,di costui il gioco di mano diventi quel toccar con mano l'effetto divino,che urtica si,e molto di piu' di quanto si possa pensare,le mani di chi la mano e' solito allungare,facendolo cosi',correre piu' che sul lettino Freudiano,dal primo dermatologo a portata di mano.-

05 marzo 2006

Trilogia delle barche.-


Forse non e' uno dei libri piu' conosciuti,ma di sicuro e' quello che meglio di tutti chiarisce e ben erudisce la donna di ogni eta' sul come consapevolmente e',da sempre si puo' dire,la sola che puo' riconoscere il Divino per davvero,aiutata,e di cio' se ne fa consapevole,proprio da quel "genio" che lei sola ha.- "genio" tutt'altro che dormiente, anche perche' con tutto il da fare che ha,non e' affatto dormiente,sebbene lo si debba di tanto in tanto risvegliare,come lei sola sa' ben fare,per ricondurlo laddove lei sola vuole.- E come dice l'autore del libro stesso,di mezzi per riconoscere il Divino ogni donna ne ha ben tre,da cui appunto la trilogia,tre,ma che riconducono ad una sola emozione,o se vogliamo, intima sensazione,che prova in asolo anche,se vogliamo,con diverse intensita',ogni qual volta le capita di vederlo,di leggerlo (leggendo cosi' e con i propri occhi il suo vero scritto,e cioe' cio' che il Divino stesso ha scritto di suo pugno,e non di certo cio' che altri possono o potrebbero aver ricopiato anche a brandelli,o dicendolo scritto suo,palesato),o di esser chiamata,non di certo a voce o per telefono,bensi' in quel modo che solo il Divino conosce ed ha,e che serve non solo a ricordarle di esistere,e per cio' di esser qua in carne ed ossa, e cioe' con lo stesso aspetto apparente che hanno tanti altri comuni mortali che,di Divino non hanno un bel nulla,quanto ed ancor piu' per farle cosi' sapere di esser in attesa di una sua visita,con premura che si fa vieppiu' incalzante piu' e' il tempo che lo si fa attendere.- Per cio' se,nell'ovvieta' cosi' data a costei,vi e' ed e' ben chiara,la facolta' di non sbagliare d'identita',qualunque sia o sia stato in passato il nome con il quale,lo stesso Divino venne mostrato o etichettato,ancor piu' palese si fa' la ragione per la quale il "genio" che lei sola ha,tanto pigrone di fatto non lo sia,per cio' come l'autore del libro ha tramandato,rifacendosi in parte alla divin commedia di bel altro maestro,il proprio inferno,paradiso o purgatorio,lo intuisce da se,visto e considerato che e' solo un mezzo che,cosi' le fu dato,proprio per non sbagliare,e per cio' per non dover stare nell'inferno di chi non sa',o nel purgatorio di chi non volle capire,o nel fatuo paradiso di chi si ritiene beato fin tanto che,dal soprannaturale,non vien scoperto e castigato come angelo che ha tradito,ritrovandosi poi cosi' a dover pagare,senza piu' neanche poter capire il per cosa o il perche'.- Come si disse,buon libro,ed ora sai anche perche'.-

Il medico di campagna


Un buon libro con non pochi validi insegnamenti che lo stesso medico,come d'altro canto,se ben intesi ed interpretati,tant'altri dottori dall'alto della loro esperienza sanno dare sia alle giovin fanciulle che alle non piu' giovin donne dei nostri tempi.- Significativo e degno di nota v'e' il passo in cui il medico fa notare a chi perplessa e',a riguardo degli altrui sentimenti,che,il Divino,proprio perche' Divino,e per cio' soggetto alla legge soprannaturale del dare per avere,se riceve amore e' costretto a dare amore,per cio' per quanto non lo dia,se vogliamo a vedere,ricambia sempre in egual moneta cio' che riceve,tranquillizzando cosi' costei che al medico ben espose le proprie perplessita'.- Non da meno v'e' poi allor quando il dottore,consigliando piu' che mostrando in proprio punto di vista,suggerisce di vestire come meglio si addice a chi vuol ben far capire cio' che vuole,che d'altro canto,come lo stesso medico ben fa notare,attua,se cosi' si puo' dire,un'intensiva cura omeopatica su tutti quei quanti che,a differenza del Divino,non son costretti in toto a dover sottostare alle Leggi del soprannaturale,curando cosi' in costoro tali mali che,non pochi guai diedero a tante che non vollero saperne di sottostare al loro predicare.- E ben acuta e' poi l'osservazione che induce a cavarsi le inibizioni e le remore,se non proprio tale senso di vergogna,retaggio antico di ben altro tipo di paure inculcate nelle donne per potersene avvantaggiare,rammentando cosi' che,il Divino appare,alle volte,si' bambino,ma solo perche' non avendo con se tale istinto umano,manca dell'ardire,e per cio' s'aspetta che sia la donna ad agire,chiedendo,piu' che mostrando il proprio intento.- Intento che,di contro,deve ben far notare,anche agendo a livello terapeupico con quell'effetto omeopatico di cui gia' si disse,su quei tanti che considerano le donne merce loro da castigare anche con tali pesanti critiche se,non si concedono al loro volere,e giacche' se la tale mostra al Divino di piacer farsi ,per amor suo,notare,al Divino non puo' altro piacere che il suo farsi notare,senza con cio' escludere la comodita' di quel certo vestire,che la pone a proprio agio in ogni occasione,mostrando o,se vogliamo,sottolineando cosi,la propria maturita',anche,malgrado ,l'apparente eta'.- Con l'ovvieta' cosi',come il medico stesso fa notare,di ricondurre al proprio posto,chi al proprio posto non ha mai saputo stare,e men che meno ha saputo contracambiare cio' che gli fu dato si' per piacere,ma con quel piacere che,il piu' delle volte s'e' goduto in asolo,anche se solo non fu',redarguendo cosi' colei che scrupolo si fa' nei riguardi di quei non pochi altri con i quali condivise parte del proprio tempo.- E se l'invito,com'e' detto vien dal medico,che,ben conosce le cure del cuore,come sottolinea l'autore,che sia solo il cuore a battere e non dette signore,battera cosi' per se e per chi a costei piace qui.-

03 marzo 2006

Il giro del mondo in 80 giorni.-


Gran bel libro,scritto con la tipica maestria di chi ben conosce la lungimiranza,e che nell'ovvieta' trova la sua ben piu' degna collocazione in quei tempi attuali che ben si conoscono.- Non a caso narra le peripezie di una giovin donna,che,avendo scommesso con se stessa che sarebbe riuscita,prima della,diciamo,vecchiaia a scoprire e ben visitare tutti gli ottanta paradisiaci punti di quel mondo,a lei,completamente nuovo e che ha in se,ben si avventura in tale ricerca che,la conduce,partendo da quell'america,cosi' da poco scoperta,a gironzolare,vagare,percorrere e ripercorrere continuamente tale mondo,pur di non perdere tale scommessa che val molto di piu' che il proprio onore.- Nell'ovvieta' del racconto,quale suo fedele servitore,che piu' e piu' volte ben l'aiuta in tale intento,ha un "genio" invisibile,ma che non tarda di certo,allor quando chiamato in causa,a mostrarle le vie piu' sicure,od anche quei cantucci che ben fanno scorgere uno o piu' di tale paradisi nel quali e' ben possibile godersela senza minimamente stare a preoccuparsi d'altro.- Ed e' ancora e poi lo stesso "genio" che il piu' delle volte le suggerisce chi d'altri la potrebbe anche in tal senso aiutare,dandole cosi' modo di conoscere e ben pur sempre,ovunque sia,riconoscere quel Divino,che,non solo l'accompagna o la puo' accompagnare,ma che anche ed ancor piu',allor quando chiamato in causa da tale "genio",a sua volta la chiama,come solo chi e' Divino puo' fare,per cosi' ben farle notare d'esser pronto e ben disponibile a farle vincere la scommessa,che di per se' va ben oltre il semplice viaggio di cui vien cosi' narrato.- E se gia' con questo tipo di racconti,par di viaggiare senza con cio' doversi spostare,se la scommessa perdere non vorrai,anche di poco,ma viaggiare dovrai,anche perche',come il "genio" ben suggeri' non e' il Divino che sceglie o viene da te,ma sei tu,fanciulla o meno che tu sia,il chi decide e dal Divino deve andare se in tal paradiso vuole stare.-

02 marzo 2006

Il viaggiatore incantato


Gran buon romanzo di un non molto conosciuto scrittore russo che,con sagacia e maestria tipica sia dell'epoca che della sua zona d'origine fa quasi divenir essere umano quel "genio" soprannaturale che,appunto come un viaggiatore instancabile,da un lato,ma soggetto,come tutti gli umani,ad appisolarsi,e per cio' ad incantarsi fin tanto che non vien nuovamente e continuamente sollecitato nel modo dovuto,compie opere che solo lui puo' fare accrescendosi di nuovi incantesimi e quindi di inspiegabili magie,ogni qual volta entra in contatto con il Divino,in quell'unico e solo modo dovuto e che,vuole che a destarlo dal suo torpore,non sia tanto la mano che di solito soffrega la magica lampada,ma proprio e vieppiu',la mano del Divino.- Accade cosi' nell'ovvieta' di che viaggia,che sia lo stesso viaggiatore,incantato o meno che sia,a far viaggiare,prima se vogliamo con la sola fantasia,poi,man mano che anche il bisogno d'accrescersi di nuovi magici incantesimi,atti a soddisfare le richieste che gli vengono rivolte,di continuo ed in modo vieppiu' pressante,si fa pressante e primario,a far viaggiare chi tale lampada possiede al fine non ultimo d'esser cosi' aiutato ed accresciuto.- E se l'ovvieta' vuole appunto che il "genio" ne' viaggia,ne' fa viaggiar con la fantasia,ancor piu' ovvio diventa in tale magistrale racconto il punto che vuole che non sia il Divino a dover andare laddove puo' esser richiesto,bensi' e' e compete a chi ha sia la lampada che il relativo "genio" il dovere di recarsi appunto dal Divino,seguendo l'istinto da un canto ma anche ed ancor piu' sfoggiando quello spirito d'avventura che ben fa superare ogni tipo di remora o di paura fino a giungere al compimento di tale viaggio iniziale,che poi e forse,puo' diventare la routinita' di chi,quale desiderio impellente ha molto di piu' che l'accrescersi intellettualmente o il ben conservarsi,pur di riuscire in quei propri intenti che,si facendo,ed unendo l'utile al dilettevole,non conoscono ostacoli che possano fermare od anche solo minimamente deviare.- E se di sicuro,piuttosto faticoso fu',per tale scrittore estrinsecare in detto modo il quanto,non di certo meno facile e' per il "genio" da un canto,e da chi tal lampada magica possiede,dall'altro, compiere cio' che crede,per cio' se cosi' si puo' ben giustificare il motivo per il quale il "genio" e' solito appisolarsi,ma anche e vieppiu' il perche',chi stanca e',e' al proprio "genio" che va a chiedere aiuto,spesso e vieppiu' volentieri.- Accade cosi' che l'insegnamento cosi' ben esposto ci sia giunto da che nella terra degli Zar crebbe,proprio e perche' di Imperator Divino uno solo ce n'e'.-

I viaggi di Gulliver.-


Gran bel libro che con audacia e maestria racconta le peripezie che la fanciulla affronta e scopre,dopo aver finalmente trovato prima e scoperto poi,quell'america,cosi' lillipuziana nelle proprie mani,che a fatica,queste,riescono inizialmente,a frugare in ogni dove ricercando quel qualcosa che cambia di giorno in giorno,divenendo,appunto,ogni giorno una novita' tutta da scoprire,in un eterno vagabondare,che ne accresce la curiosita' e leggiadramente fa apprezzare cio' che appare tal lillipuzziano di cui l'autore descrive anche le parvenze.- E sebbene tal fanciulla,cosi' ben ammaliata dal lillipuziano,di per se non se ne allontani mai completamente,portandoselo sempre con se,pronta a tornare a far visita a tal mondo tutto eternamente da scoprire,conosce ben presto il mondo del gigantesco soprannaturale "genio" che sebbene sia il solo che con il proprio agire,la faccia apparire lillipuziana anch'essa,ben la sa accudire e servire ogni qual volta chiamato,purche' sia costantemente tenuto sveglio dalle amorevoli carezze che lei sola le puo' fare.- Se gia' poi,il ritorno alla realta' della propria dimensione,cela in se,il segreto svelato dalla trama del libro stesso,che vuole e vede,che,come il Goldoni direbbe,chi fa da se fa per tre,sottolineato rimane il dir della conclusione,- ma ne servono ancora due per avere cio' che vuoi te.- con quell'ovvieta' della mano divina,alla quale,nel raddoppio,lo stesso "genio" diventa lillipuziano,per poi agire come nessun altro puo' fare.- Cosa che pur sempre ci riconduce al punto,se vogliamo,di partenza,e che di voglia invoglia a scoprire sempre piu' il lillipuziano mondo che poi cosi' lillipuziano non e' e che ben s'accresce mostrando cosi' di saper gratificare chi per bene lo sa apprezzare,tenendolo se vogliamo,tutto per se,come per se son tenuti i sogni di cui si ha il timore di parlarne,certi che,se fatti condividere a chi non e' avvezza a sognar cosi',vengon depauperati,se non proprio ridotti ad infamita',distruggendone cosi' quell'essenza divina e nello stesso tempo vitale,che non solo nell'apparire sa' ben conservare l'aspetto giovanile in chi cosi',recita il ruolo,ma che ancor piu' ne esalta la gigantesca potenza divina,di chi,piovra non e',ne ne e' la sua meta',ma divina anche per poco diviene allor quando,appunto alla finzione sa ben sostituire la tanto sognata realta'.-

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