Il viaggiatore incantato

Gran buon romanzo di un non molto conosciuto scrittore russo che,con sagacia e maestria tipica sia dell'epoca che della sua zona d'origine fa quasi divenir essere umano quel "genio" soprannaturale che,appunto come un viaggiatore instancabile,da un lato,ma soggetto,come tutti gli umani,ad appisolarsi,e per cio' ad incantarsi fin tanto che non vien nuovamente e continuamente sollecitato nel modo dovuto,compie opere che solo lui puo' fare accrescendosi di nuovi incantesimi e quindi di inspiegabili magie,ogni qual volta entra in contatto con il Divino,in quell'unico e solo modo dovuto e che,vuole che a destarlo dal suo torpore,non sia tanto la mano che di solito soffrega la magica lampada,ma proprio e vieppiu',la mano del Divino.- Accade cosi' nell'ovvieta' di che viaggia,che sia lo stesso viaggiatore,incantato o meno che sia,a far viaggiare,prima se vogliamo con la sola fantasia,poi,man mano che anche il bisogno d'accrescersi di nuovi magici incantesimi,atti a soddisfare le richieste che gli vengono rivolte,di continuo ed in modo vieppiu' pressante,si fa pressante e primario,a far viaggiare chi tale lampada possiede al fine non ultimo d'esser cosi' aiutato ed accresciuto.- E se l'ovvieta' vuole appunto che il "genio" ne' viaggia,ne' fa viaggiar con la fantasia,ancor piu' ovvio diventa in tale magistrale racconto il punto che vuole che non sia il Divino a dover andare laddove puo' esser richiesto,bensi' e' e compete a chi ha sia la lampada che il relativo "genio" il dovere di recarsi appunto dal Divino,seguendo l'istinto da un canto ma anche ed ancor piu' sfoggiando quello spirito d'avventura che ben fa superare ogni tipo di remora o di paura fino a giungere al compimento di tale viaggio iniziale,che poi e forse,puo' diventare la routinita' di chi,quale desiderio impellente ha molto di piu' che l'accrescersi intellettualmente o il ben conservarsi,pur di riuscire in quei propri intenti che,si facendo,ed unendo l'utile al dilettevole,non conoscono ostacoli che possano fermare od anche solo minimamente deviare.- E se di sicuro,piuttosto faticoso fu',per tale scrittore estrinsecare in detto modo il quanto,non di certo meno facile e' per il "genio" da un canto,e da chi tal lampada magica possiede,dall'altro, compiere cio' che crede,per cio' se cosi' si puo' ben giustificare il motivo per il quale il "genio" e' solito appisolarsi,ma anche e vieppiu' il perche',chi stanca e',e' al proprio "genio" che va a chiedere aiuto,spesso e vieppiu' volentieri.- Accade cosi' che l'insegnamento cosi' ben esposto ci sia giunto da che nella terra degli Zar crebbe,proprio e perche' di Imperator Divino uno solo ce n'e'.-


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