I viaggi di Gulliver.-

Gran bel libro che con audacia e maestria racconta le peripezie che la fanciulla affronta e scopre,dopo aver finalmente trovato prima e scoperto poi,quell'america,cosi' lillipuziana nelle proprie mani,che a fatica,queste,riescono inizialmente,a frugare in ogni dove ricercando quel qualcosa che cambia di giorno in giorno,divenendo,appunto,ogni giorno una novita' tutta da scoprire,in un eterno vagabondare,che ne accresce la curiosita' e leggiadramente fa apprezzare cio' che appare tal lillipuzziano di cui l'autore descrive anche le parvenze.- E sebbene tal fanciulla,cosi' ben ammaliata dal lillipuziano,di per se non se ne allontani mai completamente,portandoselo sempre con se,pronta a tornare a far visita a tal mondo tutto eternamente da scoprire,conosce ben presto il mondo del gigantesco soprannaturale "genio" che sebbene sia il solo che con il proprio agire,la faccia apparire lillipuziana anch'essa,ben la sa accudire e servire ogni qual volta chiamato,purche' sia costantemente tenuto sveglio dalle amorevoli carezze che lei sola le puo' fare.- Se gia' poi,il ritorno alla realta' della propria dimensione,cela in se,il segreto svelato dalla trama del libro stesso,che vuole e vede,che,come il Goldoni direbbe,chi fa da se fa per tre,sottolineato rimane il dir della conclusione,- ma ne servono ancora due per avere cio' che vuoi te.- con quell'ovvieta' della mano divina,alla quale,nel raddoppio,lo stesso "genio" diventa lillipuziano,per poi agire come nessun altro puo' fare.- Cosa che pur sempre ci riconduce al punto,se vogliamo,di partenza,e che di voglia invoglia a scoprire sempre piu' il lillipuziano mondo che poi cosi' lillipuziano non e' e che ben s'accresce mostrando cosi' di saper gratificare chi per bene lo sa apprezzare,tenendolo se vogliamo,tutto per se,come per se son tenuti i sogni di cui si ha il timore di parlarne,certi che,se fatti condividere a chi non e' avvezza a sognar cosi',vengon depauperati,se non proprio ridotti ad infamita',distruggendone cosi' quell'essenza divina e nello stesso tempo vitale,che non solo nell'apparire sa' ben conservare l'aspetto giovanile in chi cosi',recita il ruolo,ma che ancor piu' ne esalta la gigantesca potenza divina,di chi,piovra non e',ne ne e' la sua meta',ma divina anche per poco diviene allor quando,appunto alla finzione sa ben sostituire la tanto sognata realta'.-


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