La Manon Lescaut

Gran bell'opera,anche in senso letterario che da una chiara visione d'ogni cosa e del succedersi degli eventi,specie di certi giocoglieri tipici dei palazzi reali d'un tempo poi non cosi' lontano.-E gran bella la descrizione che vien fatta sia della personaggio principale,attratta da una parte dal denaro,e dall'altra da quell'intero delfinato di cui si e' sempre ciecamente fidata,e che non a caso,convincendola a lasciarli fare in sua vece,assicurano sia a lei che ai "regiur" (di cui sai gia') la matematica certezza di riportare una gloriosa vittoria totale,qualunque sia il gioco attuato.- Lodevole,appunto il come vien ben descritto il passaggio di consegne cosi' attuato,e ben descritto indubbiamente il come,da quel punto in poi,l'intero delfinato metta mano a tutto,divenendo quella Manon(a) che ci mette del suo in tutte le cose,stravolgendo cosi' ogni cosa pur di non perdere l'occasione propizia di dar dimostrazione di quell'intrinseca ed ormai comprovata capacita' di progettista d'emeriti somari,oltre che di molteplici cambiamenti caratteriali attuati,ed appunto fatti attuare dai genio vari,ai danni di quella,divenuta loro concorrenza,piu' o meno sleale che,capita l'antifona,fa' quell'altrettanto che ben si conosce,facendo cosi' rincoglionire l'avversario per aver la vittoria su questi.- Bello e ben descritto l'epilogo finale,ove la Manon,perso il gioco e con esso ogni possibilita' di rivincita,si ritrova rimbecillita tra rincoglioniti che,avendo progettato per tutti,ma proprio,proprio tutti proli e famiglie di deficenti riconosce la propria stravolgente opera nel volto e nell'agire di tanta gente,e piu' ancora di tali infanti costruiti con cura si dalla natura,ma piu' che mai ignari del fatto che umana la natura mai lo fu' ne lo sara',rispecchiando cosi' nella teatralita' della suonata,l'incolmabile disparita' che esisteva tra l'umano e l'animale che,proprio perche' creato dalla natura,mai ebbe la possibilita' di auto-progettarsi,o di progettare,come invece fece tale Manon,se stessi ed i propri simili in modo totale.- Stupendo l'atto finale,in cui il Divino provvidenziale spiega alle donne tutte ove devono metter le mani,per risvegliare quel genio soprannaturale che di certo non e' una Manon di chi spreco' il proprio tempo a giocare,ridimensionando cosi' la sorte globale,anche se di vittoria nessuno piu' di loro potra' parlare.- E se ben musicata fu appunto la Manon,ben altra musica si dovran le donne,gia',suonare se non vogliono entrar a far parte di quella razza superiore cosi' voluta ed anelata che,di bello ha in se solo l'esser simile all'animale del quale non ci si puo' mai fidare.- Dopo di che,a tutti costoro altro non resta da dire,o da far notare che,"Hai fatto tutto da te".-


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